Lettori fissi

lunedì 21 settembre 2015

Una grande giornata WIND ritorna con un nuovo "CORTO"


buongiorno oggi vorrei parlarvi della differenza tra tecnologia e umanità,ricordo che ai tempi della mia infanzia la tecnologia non era così avanzata come oggi.Uscivo  fuori di casa per incontrare  e giocare gli amici godendomi i momenti più belli che adesso ricordo con stupore perchè adesso la tecnologia ha preso il sopravvento e si rischia di rimanere chiusi in casa senza un contatto fisico ma solo virtuale.

Per questo motivo Wind torna ad esplorare la vicinanza e il rapporto fra uomo e tecnologia con un nuovo, piccolo pezzo di cinema realizzato con la collaborazione di Ogilvy & Mather Advertising .

Il messaggio è chiaro: ci sono avventure che non possono essere vissute attraverso la tecnologia; la vita vera offre e offrirà sempre esperienze più complete. Così, nel film Wind mette in scena la contrapposizione fra vita reale e vita virtuale, fra tecnologia amica che aiuta a vivere e tecnologia che isola.

E naturalmente, a vincere sarà la tecnologia amica: l’invito rivolto allo spettatore è quello di stare più vicini alle emozioni vere. Protagonista del film è un ragazzino sui dodici anni che deve scegliere fra trascorrere un pomeriggio a giocare davanti allo schermo di un device o giocare davvero con i suoi amici del cuore: sceglierà questi ultimi e passerà così una giornata meravigliosa che non avrebbe altrimenti vissuto. Anche quest’anno, il tema messo in scena da Wind e Ogilvy è quanto mai attuale e sensibile: c’è infatti sempre più attenzione e preoccupazione per la “deriva” virtuale dei nativi digitali, che rischiano di dimenticare che fuori dai device il mondo reale continua a esistere; Wind fa un passo indietro e invita nuovamente a usare la tecnologia con intelligenza e buon senso.

Giuseppe Capotondi ha filmato e firmato anche questo secondo “corto” di Wind, confezionando un film pieno di gioia di vivere, energia, divertimento ed emozioni.

Un film accompagnato da un brano senza tempo: “Rocket Man” di Elton John.
Buzzoole